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FrancescOla vita... entropia negativa November 13 Netstrike Oggi 13/11/08 è stato organizzato un netstrike contro il sito del ministero dell'università e della ricerca, ovvero il ministero della Distruzione dell'istruzione. In pratica si cerca di portare gli accessi al sito ad un numero così elevato da mandarlo in tilt, fino a risultare out. E' legale, io cerco solo di vedere il sito in questione. Moltiplicato per svariati milioni di accessi è un macello. Ormai gli scioperi e le manifestazioni fanno ridere i polli, al governo non interessa nulla. Il dialogo proclamato è una farsa per calmare le acque, tanto si sa che poi il governa farà i suoi porci comodi come fatto finora. Questo strumento: il netstrike, è davvero un'ottima "arma" di protesta. Attuabile da tutti comodamente a casa, semplicemente con un browser web qualsiasi, provoca grossi problemi, soprattutto a chi, con il proprio sito ci guadagna o lavora. Se si diffondesse in massa sarebbero guai. Pensate molti siti ko contemporaneamente: ministeri, aziende, banche... Forse comincerebbero ad ascoltarci... Qui tutte le informazioni sul netstrike in corso. Qui invece un interessante articolo sull'amato (come un cactus nelle mutande) ministro (che parola grossa e pesante) Brunetta. Dopo le nefandezze della Gelmini, le porcate della Carfagna, ora le furbate di Brunetta. Che schifo di Paese... Ma siete contenti di chi avete votato?!? FrancescO November 06 Nano-macchine proteina-polimero Il titolo è troppo figo! Cosa è e a cosa serve? Sostanzialmente prendo una proteina e la modifico, oppure assemblo pezzi di varie proteine, ci attacco un polimero che mi funge da interruttore programmato in modo da accendere e spegnere la proteina e ottengo una macchina al mio comando per svolgere lavori di precisione su scala molecolare, ovviamente su target altrettanto piccoli. Le applicazioni immediate sono di tipo farmaceutico, drug delivery, nano-sensori, ecc... L'esempio che cito (tradotto e riassunto) mostra la costruzione di una nano-macchina proteina-polimero: Protein-polymer nano-machines. Towards synthetic control of biological processes Sivanand S Pennadam, Keith Firman1, Cameron Alexander and Dariusz C Górecki Published: 06 September 2004 on Journal of Nanobiotechnology 2004, 2:8 doi:10.1186/1477-3155-2-8 http://www.jnanobiotechnology.com/content/2/1/8 1)La proteina Si è preso EcoR124I, un enzima di restrizione di coli ultrastudiato. E' un tipo di enzima che taglia e modifica (metilazione) il DNA, riconoscendo una sequenza specifica sul dna. Possiede attività ATPasica necessaria alla traslocazione della catena di DNA. Struttura: 3 subunità: HsdR,M,S assemblate in R2M2S, ma anche in R1M2S. Questa forma non possiede attività di taglio, ma mantiene l'ATPasica e il motore. HsdS determina la specificità al DNA; HsdM metila, M2S formano una metiltransferasi; HsdR è essenziale per il taglio e con M forma il motore, attività ATPasica, nonché elicasica. Attività: Il complesso M2S si lega al DNA nel sito di binding riconosciuto da S, le due subunità R ai lati "tirano" la doppia elica di DNA, con attività ATPasica, finché non arrivano a tagliarla. Ingegnerizzazione: La parte di interesse è il motore che trascina il DNA. Si è costruito una subunità HsdR ibrida con elementi della HsdR da EcoR124I e altri da EcoprrI. Si è unita con il complesso metiltransferasico di EcoR124I e si è vista una diminuzione di attività di restrizione. Mettendo solo l'HsdR di prrI diventa troppo debole come complesso. Abbiamo quindi il "motore". Localizzazione: L'enzima in vivo è coinvolto sia nell'operazione di difesa da batteriofagi (li uccide tagliandone il DNA), sia in processi di ricombinazione cromosomica. Per assolvere la prima mansione l'enzima dovrebbe localizzarsi nel periplasma, ma per la seconda deve trovarsi nel citoplasma. Coli risolve legandolo alla membrana mediante HsdS. 2)Il polimero Cosa centrano i polimeri? Lo studio dei polimeri ha prodotto sostanze in grado di cambiare stato fisico o proprietà chimico-fisiche al variare di condizioni ambientali, quali temperatura, pH, luce UV... A cosa ci serve? Al motore manca l'interruttore. In vivo l'interruttore è dato dalla regolazione dell'espressione della proteina, nonché dall'ATP, ma se lo vogliamo usare fuori da coli dobbiamo trovare il modo di accenderlo/spegnerlo secondo l'esigenza. Qui entra in gioco l'abilità dei polimeri. E' stato impiegato il molto studiato e adattissimo Poly(N-isopropylacrylamide), per gli amici: PNIPAm. La fantastica proprietà è che in acqua il polimero sotto i 32° è idrofilico, sopra è idrofobico. I 32° è la Lower Critical Solution Temperature o LCST, che dipende strettamente dalla capacità dei monomeri di stabilire interazioni a idrogeno con l'acqua. Quindi variando i monomeri, si può variare a piacimento la LCST. 3)La macchina Si può legare una catena polimerica ad una polipeptidica con l'addizione di una cisteina. Nel nostro caso la cisteina viene aggiunta sulla subunità R, vicina al sito attivo, e ovviamente in posizione esterna all'enzima per essere accessibile al polimero. Si controlla che il complesso proteina-polimero sia stabile. Il polimero si attacca lì e... magia: ho una macchina "tira DNA" che, a temperatura sopra la LCST funziona (il polimero si impacchetta tipo globulo perché è idrofobico, lasciando libero l'ingresso al DNA alla subunità S), invece sotto la LCST non funziona (il polimero è idrofilico e resta sciolto intasando l'ingresso alla subunità S, impedendo il binding al DNA). 4)Applicazioni ok, bello, sono un genio, ma a cosa serve? Immaginate di avere una capsula, contenente particolari frammenti di DNA (preziosi), con sulla superficie una macchinetta che sputa fuori il suddetto DNA ad una certa temperatura (che stabilisco io). In pratica ho un veicolo molecolare per la terapia genica. Posso portare il mio DNA "curante" alle cellule, e, alla risposta a certe condizioni, il DNA viene rilasciato. Questo è un esempio di uso di macchine proteina-polimero per distribuire un farmaco in modo da far arrivare il farmaco tutto e solo al target, con vantaggi in termini di diminuzioni di dosi (meno effetti collaterali e meno costi) e il farmaco arriva di sicuro integro e attivo. Il sistema visto è solo un prototipo dimostrativo, per mostrare una possibile applicazione. Le case farmaceutiche sono già molto avanti in queste ricerche perché le applicazioni sono molteplici: sensori, drug-delivery, isolamento di processi biochimici, dispositivi terapeutici e di diagnostica. L'articolo è molto divulgativo, spiega bene e le figure aiutano, consiglio la lettura. FrancescO November 05 Che fine ha fatto l'INFLUENZA AVIARIA? Si, proprio lei, la temibile influenza aviaria, che minacciò pandemie apocalittiche, dove diavolo è finita? La risposta è bo. La frequenza di infetti deve essere talmente bassa da non scatenare l'epidemia, quindi i giornali si sono stancati di parlarne ed è passata di moda. E se scoppia la pandemia? La GSK (la Glaxo, si proprio quella che esattamente oggi ha spedito in mobilità 41 ricercatori della divisione di Verona, perché sta spostando tutto in Cina, dove lì si può lavorare in pace e costa meno) ha appena ultimato il vaccino, Prepandrix (che nome figo! questo si che è marketing!), e ricevuto per prima il via libera dalla commissione europea per la commercializzazione. USA, Svizzera e Finlandia hanno già prenotato le loro scorte, noi NO, ma ormai ci siamo abituati. Intanto si scopre un nuovo ceppo virale dell'aviaria che si trasmette allegramente tra mammiferi: il H7N2. Il vaccino era per il vecchio ceppo virale per l'uomo: l' H5N1, quindi non funziona con l'altro. Nel dubbio la WHO (organizzazione mondiale della sanità), ha deciso di non fare scorte del vaccino, poiché non sa quale ceppo colpirà. Ma si. (info da Nature Biotechnology) FrancescO October 26 NATURE ATTACCA IL GOVERNO ITALIANO!Nature attacca e accusa il governo Italiano, ammonendolo e avvertendolo sulla pericolosità della sua linea politica riguardo la ricerca. Nature, per chi non lo sa, è una delle più importanti riviste scientifiche del mondo. Se Nature si mobilita vuol dire che tutta la comunità scientifica del mondo si sta chiedendo: ma che c***o sta facendo il governo italiano?!? E che, forse forse, non siamo dei pazzi visionari politicizzati, ma che l'università, la ricerca, il futuro stesso dell'Italia sono in serio pericolo. Le parole dell'editoriale di Nature sono inequivocabili: il governo Italiano sta attuando manovre di risparmio che tagliano la gola al futuro dell'Italia. Leggete, copia-incollato dal sito di nature: EditorialNature 455, 835-836 (16 October 2008) | doi:10.1038/455835b; Published online 15 October 2008 Cut-throat savingsAbstractIn an attempt to boost its struggling economy, Italy's government is focusing on easy, but unwise, targets. It is a dark and angry time for scientists in Italy, faced as they are with a government acting out its own peculiar cost-cutting philosophy. Last week, tens of thousands of researchers took to the streets to register their opposition to a proposed bill designed to control civil-service spending (see page 840). If passed, as expected, the bill would dispose of nearly 2,000 temporary research staff, who are the backbone of the country's grossly understaffed research institutions — and about half of whom had already been selected for permanent jobs. Even as the scientists were marching, Silvio Berlusconi's centre-right government, which took office in May, decreed that the budgets of both universities and research could be used as funds to shore up Italy's banks and credit institutes. This is not the first time that Berlusconi has targeted universities. In August, he signed a decree that cut university budgets by 10% and allowed only one in five of any vacant academic positions to be filled. It also allowed universities to convert into private foundations to bring in additional income. Given the current climate, university rectors believe that the latter step will be used to justify further budget cuts, and that it will eventually compel them to drop courses that have little commercial value, such as the classics, or even basic sciences. As that bombshell hit at the beginning of the summer holidays, the implications have only just been fully recognized — too late, as the decree is now being transformed into law. Meanwhile, the government's minister for education, universities and research, Mariastella Gelmini, has remained silent on all issues related to her ministry except secondary schools, and has allowed major and destructive governmental decisions to be carried through without raising objection. She has refused to meet with scientists and academics to hear their concerns, or explain to them the policies that seem to require their sacrifice. And she has failed to delegate an undersecretary to handle these issues in her place. Scientific organizations affected by the civil-service bill have instead been received by the bill's designer, Renato Brunetta, minister of public administration and innovation. Brunetta maintains that little can be done to stop or change the bill — even though it is still being discussed in committees, and has yet to be voted on by both chambers. In a newspaper interview, Brunetta also likened researchers to capitani di ventura, or Renaissance mercenary adventurers, saying that to give them permanent jobs would be "a little like killing them". This misrepresents an issue that researchers have explained to him — that any country's scientific base requires a healthy ratio of permanent to temporary staff, with the latter (such as postdocs) circulating between solid, well equipped, permanent research labs. In Italy, scientists tried to tell Brunetta, this ratio has become very unhealthy. The Berlusconi government may feel that draconian budget measures are necessary, but its attacks on Italy's research base are unwise and short-sighted. The government has treated research as just another expense to be cut, when in fact it is better seen as an investment in building a twenty-first-century knowledge economy. Indeed, Italy has already embraced this concept by signing up to the European Union's 2000 Lisbon agenda, in which member states pledged to raise their research and development (R&D) budgets to 3% of their gross domestic product. Italy, a G8 country, has one of the lowest R&D expenditures in that group — at barely 1.1%, less than half that of comparable countries such as France and Germany. The government needs to consider more than short-term gains brought about through a system of decrees made easy by compliant ministers. If it wants to prepare a realistic future for Italy, as it should, it should not idly reference the distant past, but understand how research works in Europe in the present. Piuttosto ironico il "as it should", ma direi molto significativo della situazione politica italiana attuale: il governo NON sta facendo il bene dell'Italia in NESSUN settore. Nature, e la comunità scientifica internazionale, è esterrefatta riguardo alle vicende politiche in Italia, solo gli italiani sombrano non vedere o non interessarsene. Ciò è molto triste, ed è estremamente necessaria ed urgente un'opera di informazione estesa e capillare a TUTTI gli italiani, poiché la morte della ricerca danneggerà TUTTO il Paese. Ma ben sappiamo il boicottaggio in atto dai media soprattutto televisivi, che mostrano informazioni modificate o opportunamente scelte, o false, sostenendo di fatto il governo e il suo operato e bollando i manifestanti come criminali facinorosi politicizzati. Quando invece stiamo manifestando non solo per il nostro diritto sacrosanto ad avere una buona università ed un futuro lavoro nel ramo della ricerca, ma anche per il futuro dell'Italia, per i diritti di tutti ad un'istruzione, per il progresso e l'innovazione che, in un paese civilizzato, dovrebbe essere una priorità, non un fondo dal quale attingere progressivamente e senza scrupoli per tappare buchi. Ma questo è un comportamento comune a tutti i governi degli ultimi anni, quindi non è una protesta politica, ma SOCIALE, aldilà di ogni credo politico, di ogni bandiera. Per questo la protesta è: UNITARIA e FORTE MA NON VIOLENTA. FrancescO NO 133, SALVIAMO L'UNIVERSITA' E LA RICERCA! La demolizione dell'università pubblica e della ricerca in atto da anni, ma ora degenerata drasticamente, causerà un danno all'Italia irreparabile se non con enormi sforzi in decine di anni. Mentre abbiamo studenti eccellenti e docenti altrettanto illuminati, i vari governi ci stanno letteralmente scaricando nel cesso. Un laureato, soprattutto in materie scientifiche, è costretto ad emigrare all'estero per essere valorizzato economicamente e professionalmente. Lo stato italiano investe per studente sugli 8000€, contro la media europea del 10-12 mila €, per l'università lo 0,7% del pil contro la media europea tra l'1,5 e il 2%, in barba ad una convenzione europea che prevedeva di aumentare l'investimento della scienza e della tecnologia. Già adesso la situazione è insostenibile. Ad una dottoranda incinta viene sospeso il salario finché non esce dalla maternità! I tagli indiscriminati uccideranno le università, 1,5 MILIARDI di € in 3 anni, per salvare alitalia, per recuperare sull'ici, per salvare le bache affossate da operazioni criminose di imprenditori e banchieri, che nonostante la crisi vanno lo stesso in giro in ferrari. Per le spedizioni di "pace" in Iraq il governo scialacqua più di UN MILIARDO di € all'anno, dalle nostre tasse! Lo stop del turn-over dimezzerà la docenza nei prossimi anni, dimezzando di fatto gli insegnamenti, facendo crollare numerosi corsi in maniera indiscriminata, non colpendo solo i corsi "inutili". E' necessaria una valutazione qualitativa delle università, e un criterio meritocratico se vogliamo tagliare. MA non possiamo tagliare! L'università italiana NON spreca: secondo statistiche europee l'Italia è al secondo posto europeo per efficienza. E ovviamente agli ultimi posti come investimenti nell'innovazione. Infine, non possiamo permettere la privatizzazione delle università, ciò ne segnerebbe la svendita a interessi privati, mirati a guadagni e non più al sapere. Senza contare l'aumento spropositato della rata che sancirà la FINE del diritto allo studio garantito a tutti. Il Giappone aveva un debito pubblico al 100% (come l'Italia ora), ha scelto di investire tutto nella ricerca aumentandolo al 120%. Risultato: è uscito brillantemente dalla crisi. Noi facciamo la scelta opposta... NON C'E' FUTURO PER L'ITALIA SENZA UNIVERSITA' E RICERCA October 25 Mobilitazione: Margherita Hack a Firenze Alcune grandi menti del panorama scientifico italiano (speriamo siano sempre più numerose) dicono la loro e appoggiano la mobilitazione universitaria contro la 133: Margherita Hack in Piazza della Signoria a Firenze: October 23 Assemblea Facoltà Scienze Unimi Milano 23/10/08 Prosegue la mobilitazione generale. Più di mille parole parlano i video
dell'Assemblea di facoltà, alla quale è intervenuto anche il (la)
preside di facoltà. NO alla 133 e ai tagli indiscriminati che uccideranno le università e la ricerca italiane; NO allo stop del turn-over che ridurrà il numero di docenza e personale, sterminando insegnamenti e corsi; NO alla privatizzazione delle università che finiranno in balia di interessi commerciali e inaccessibili alla gente comune; Questo in sintesi, per maggiori informazioni NON rivolgetevi a giornali o tg, l'informazione è deviata. Rivolgetevi a chi è dentro il sistema e vede la situazione con occhio critico e interessato. Ad esempio cittastudi. REQUIEM FOR THE UNIVERSITY... October 21 Assemblea degli Stati Generali dell'Università degli Studi di MilanoAlcuni spezzoni dell'Assemblea, un frammento di quanto si è discusso. La qualità è da cellulare, ma l'audio, che è la cosa più importante, dovrebbe sentirsi abbastanza. Sono emerse tematiche interessanti e molti, ma molti, ma moltissimi motivi per essere incazzati e spaccare culi! Riassumendo in una frase che vuole prendere spunto da un film e il suo carico emotivo: REQUIEM FOR THE UNIVERSITY... FrancescO October 20 Caparezza - Abiura di Me Mi spezza questa canzone. Quanti ricordi tutti quei giochi. Lasciando stare il tamarro emo che è tristissimo, chiudete gli occhi quando compare o tenete sotto mano un secchio. |
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